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DOMANDA: Sono una mamma con un figlio autistico di 7 anni mi piacerebbe avere notizie su questa malattia e i progressi che si sono avuti nell’ultimo periodo. Grazie. (Una mamma) RISPOSTA Le “notizie” legate all’autismo sono moltissime, possono riguardare la storia della scoperta della patologia, le cause, la diagnosi, la prognosi, i vari tipi di trattamento. Lo stesso riguarda i progressi che si sono avuti nell’ultimo periodo che, possono riguardare tutti gli ambiti sopra elencati. Mi piacerebbe risponderle al meglio, ma, mi servirebbero altre informazioni, compreso il motivo della sua domanda. Cercherò, comunque, di rispondere al quesito in maniera globale, facendo anche dei collegamenti con gli articoli scritti nella sezione Disturbi Generalizzati dello Sviluppo. Le caratteristiche principali dell’autismo si evidenziano in tre grandi aree: l’area della comunicazione, l’area delle interazioni sociali, l’area dei comportamenti bizzarri, delle stereotipie e degli interessi ristretti. Il disturbo autistico viene definito dalla SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) come: “una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato…L’autismo pertanto si configura come una disabilità permanente che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo”. Durante la crescita del bambino, i sintomi autistici si possono presentare in modo diverso a seconda dell’età, della gravità della patologia, dell’interazione con l’ambiente in senso ampio. Ad esempio, durante i primi mesi di vita il bambino con autismo può essere descritto come troppo agitato o, al contrario, troppo calmo. Può non riuscire a prevedere, quando il genitore si avvicina, che sta per essere preso in braccio, e quindi non allungare le sue braccia; potrebbe essere un bambino che non piange mai, richiedendo poca attenzione; potrebbe avere gli occhi sempre sbarrati e mai fermi in un solo punto; potrebbe piangere di continuo sia di giorno che di notte, ed essere inconsolabile. Più avanti con l’età, potrebbe non riuscire ad indicare gli oggetti che vuole; potrebbe avere un ritardo e/o una regressione nello sviluppo del linguaggio e/o, essere goffo nei movimenti. Durante la crescita, possono subentrare dei comportamenti ossessivi e/o di rigidità che ammettono con molta difficoltà un cambiamento nelle routine giornaliere; possono altresì presentarsi dei problemi nell’alimentazione (selettività o voracità nel mangiare) e nel sonno (dormono poco o troppo). Per quanto riguarda il trattamento dell’autismo, negli ultimi anni sono andati fiorendo diversi metodi, diversi protocolli, diversi progetti riabilitativi, che hanno in comune il fatto di abbandonare sempre di più l’approccio psicoterapeutico a favore di un approccio comportamentale e cognitivo. Questa tendenza si deve al fatto che le tecniche educative basate sui principi comportamentali e sui principi cognitivi, offrono al bambino la possibilità di apprendere delle competenze impossibili da apprendere con le tecniche psicoterapeutiche. All’interno del trattamento dell’autismo ci sono anche dei protocolli basati sull’assunto che alcuni tratti dell’autismo (secondo alcuni, l’autismo stesso) sono causati da una intossicazione di metalli pesanti. L’intervento, in questi casi, viene effettuato mettendo il bambino a dieta togliendo il glutine e la caseina e, introducendo alcuni integratori, per arrivare alla somministrazione del chelante del metallo adeguato al caso. In questo senso la ricerca è tutt’ora in atto, poiché non c’è ancora nessuna evidenza scientifica che un’intossicazione e/o l’inquinamento ambientale possano portare all’autismo, anche se l’interesse verso questo filone di studi cresce giorno per giorno. Risponde la dr.sa Paola Romitelli |