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Le Risposte dell'Esperto

Disturbi d'Ansia/Depressione/Ossessioni

Disturbi d'ansia

Gentile dott. Le scrivo perché ho bisogno di un consiglio per il mio ragazzo. Ha 29 anni e da 5 soffre di alcuni disturbi che non so se definire “attacchi d’ansia”.
E’ una persona molto buona, altruista, un po’ timido, poco estroverso, a volte insicuro.
Fa un lavoro che non lo soddisfa ma si impegna per inseguire i suoi sogni e crearsi un lavoro che gli piaccia. Affettivamente sta con me da 6 anni. Litighiamo molto e per questo ancora non riusciamo a prospettarci un futuro sicuro insieme .
Per trovare lavoro e prospettarsi un futuro migliore a 20 anni ha lasciato la sua città e da allora vive solo con un fratello più grande che ha qualche piccolo deficit motorio, quindi è molto attento verso di lui e lo aiuta nelle sue difficoltà (anche se a volte questo gli pesa).
Ha un rapporto molto buono con i genitori e l’altra sorella; ha perso un fratello molto giovane a causa di una malattia avuta fin dalla nascita. Per questo fin da piccolo è stato involontariamente molto responsabilizzato.  
Il primo episodio d’ansia è successo mentre guidava in mezzo al traffico, in coda, al ritorno dalle vacanze. Vacanze per lui stressanti, posto nuovo, macchina nuova, responsabilità di avere anche altri amici a bordo. I sintomi che mi ha riferito erano tachicardia, forte sudorazione, forte ansia. Da allora gli episodi si sono ripresentati non molto spesso, addirittura sono stati evidentemente sopiti per anni, finchè sono riemersi ultimamente più frequentemente. Soprattutto  mentre si trova in macchina, sia come passeggero che come guidatore, in mezzo ad altre persone (sia amici che estranei), anche a piedi sempre in mezzo alla gente. I sintomi sono sempre quelli, e la sua reazione è tentare di sfuggire a quella situazione. Fino a 5 anni fa fumava , poi ha smesso. Lui tuttora pensa che la sigaretta fosse all’epoca una valvola di sfogo, così quando si trova in queste situazioni sente il desiderio di fumare per calmarsi.
E’ ormai stanco di questa situazione e ha deciso di risolverla, anche perché adesso ha paura che gli possa succedere ed evita le situazioni potenzialmente a rischio. Ha paura di stare male. E’ deciso anche a parlarne con qualcuno. A chi è meglio rivolgersi secondo Lei? Uno psicologo, uno psicoterapeuta…Che idea si è fatto Lei della situazione? E in cosa consiste la terapia in questi casi?  Chiedo scusa se mi sono dilungata, volevo rendere la situazione più chiara possibile. Grazie per il suo aiuto. Cordiali saluti, Silvia

Risposta

Rivolgersi ad uno psicoterapeuta è una buona cosa. Mi domando però, visto che il suo ragazzo ha deciso di risolvere la situazione, come mai non abbia scritto lui in prima persona.

Cari saluti.

Dr.sa Paola Romitelli 

     

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