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DOMANDA: G., la mia bambina di 10 anni, quasi tutte le notti, verso le 3, si sveglia e questo da quando aveva 6 anni ed abbiamo cambiato casa, gridando "mamma dove sei?" e si rifiuta di tornare a dormire nel proprio letto. Poichè riteniamo che la soluzione di farla dormire nel lettone non vada bene, la accompagnamo sul divano della sala, dove riprende a dormire dopo essere stata rassicurata. La notte casa nostra è trasformata in un andirivieni.Andare a letto le causa sempre uno stato di angoscia e tende a ritardare il momento del sonno. Si addormenta solo se con lei è presente un adulto (lei preferisce la mamma ma noi ci alterniamo).Non vuole mai stare da sola in casa, anche se per pochi minuti, mentre con le amiche ha un atteggiamento sicuro ed aggressivo, da leader incontrastata. Ha un fratello maggiore che ha 22 anni, nato dalla precedente unione della mamma, con cui va molto daccordo e che è un ragazzo equilibrato che ogni tanto si prende cura di lei. Papà e mamma hanno caratteri molto diversi: simpatico, attivo ed aggressivo e poco paziente papà, riflessiva, paziente, più affettuosa (rispetto a papà) e tranquilla la mamma, che è la persona che si prende sempre cura di lei, tranne al mattino, quando viene accompagnata a scuola dal papà che spesso la incalza e la sgrida perchè fanno sempre tardi, sia a causa del papà che sua perchè spesso si distrae e non riesce a concludere i compiti che le vengono assegnati, sia scolastici che quotidiani. Abbiamo chiesto aiuto alla ASL di riferimento ma siamo ancora in attesa che ci fissino un appuntamento per riceverci e questo da settembre 2008. E'un servizio che lascia molto a desiderare. Cosa possiamo fare per risolvere questo problema? Ci sentiamo davvero scoraggiati ... Grazie per tutto quello che potrà fare per aiutarci. RISPOSTA I disturbi del sonno possono nascondere diverse difficoltà o problematiche, che è difficile stabilire conoscendo poco la vita di sua figlia, sua, di suo marito e del fratello, e il tipo di relazioni che intercorrono tra di voi. Nell'attesa che la asl possa prendere in carico sua figlia, è possibile che lei possa aiutarla andando lei stessa da uno psicologo che possa aiutarla a sviscerare meglio la situazione. Del resto anche il tipo di relazione che si instaurano con i figli possono essere modificate e cambiate con una ripercussione sulle difficoltà-sintomo, come potrebbe essere l'insonnia di sua figlia. Del resto sua figlia chiama lei, non il papà. Ciò potrebbe indicare che c'è qualcosa nella vostra relazione da chiarire. Questo significa che anche lei potrebbe consultare uno psicologo poiché il “cliente” sarebbe la relazione tra lei e sua figlia. PS- la mail è scritta in terza persona, nel senso che scrivendo, lei non parla in prima persona di se stessa, ma in terza (la mamma). E' lei che scrive o qualcun altro? Dr.sa Paola Romitelli |