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Le Risposte dell'Esperto

Ri-abilitazione

DOMANDA:

Mio figlio, nato il 15.4.2007, ha un disturbo della comunicazione e relazione secondo i due neuropsichiatri che lo hanno visitato. come terapia ci hanno detto di fare la psicomotricità relazionale. La stiamo facendo da 2 mesi, due volte a settimana ,45 minuti circa a seduta.crediamo di non sta facendo tutto il necessario. Vorremmo qualche altro consiglio. Mio figlio non indica, non saluta, fa ghichi ripetitivi ( anche se ora si molto ridotti) tipo correre avanti e indietro lungo un mobile seguendo la sua ombra, non porta il cibo alla bocca, viene imbaccato da me ( ma il bicchierino dell'acqua se lo porta per bere da solo), quando lo chiami non sempre si gira, non segue sempre le istruzioni, recentemente ci porta gli oggetti in mano di sua spontanea volontà e a volte quando glielo chiediamo, non parla, a 9 mesi aveva cominicato a lallare, ma ora dice solo A e O senza sillabe tipo mama papa, la notte dorme senza interruzioni, guarda negli occhi e ride, non guarda gli altri bambini ( lunedì cominica il nido sperando che migliori). inutile dire che siamo distrutti e preoccupatissimi, ma quello che ci fa star male è che ci sentiamo abbandonati, anche le psichiatra della asl ci fa il sostegno psicologico. Non ci sentiamo seguiti, non sappiamo se basta quello che stiamo facendo, non sappiamo se finirà questo incubo, quali sono le speranze di guarigione, se serve fare o meno logopedia, se 2 incontri di psicomotricità bastano ( privato per la modica cifra di 45 euro a lezione!)...abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi. Io , la mamma sono insegnante di musica alle medie, ho 31 anni, mio marito 30 anni, impiegato, nessuna malattia ereditaria. Grazie

RISPOSTA:

Non potendo osservare suo figlio e fare una valutazione adeguata, non posso azzardare un cambio di diagnosi rispetto a quella che le è stata fatta. Ma, i sintomi da lei specificati di suo figlio farebbero pensare a delle difficoltà ben specifiche che hanno come caratteristiche proprio le difficoltà relazionali e comunicative.

Sicuramente una diagnosi più specifica fatta in breve tempo potrebbe portare ad un intervento più mirato, poiché la diagnosi è, spesso, strettamente legata al tipo di intervento consigliato.

Non so in che città vivete, magari potrei indirizzarvi da qualcuno che abbia una esperienza maggiore con bambini che hanno difficoltà relazionali e di linguaggio. Una diagnosi precoce è prerogativa di una prognosi migliore.

Potete scrivermi a questa mail p.romitelli@ilprisma.org

Dr.sa Paola Romitelli

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