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DOMANDA: Salve. Vivo con in miei genitori,sono
fidanzata da 5 anni e lavoro in un ufficio. Non so cosa mi
succede da un po' di tempo, ma io mi sento insoddisfatta,
a volte stanca e priva di iniziative. Vedo il mondo
intorno a me che si evolve, ( per esempio: coetanei che si
sposano) ed io invece mi sento sempre immobile,
come se avessi l'età di un adolescente, incapace di
decidermi su tante situazioni. Apparentemente sembro una
ragazza tranquilla, ma i miei genitori e il mio ragazzo non
dicono le stesse cose. Mi arrabbio con loro per cose futili
forse per sfogare tutte le tensioni accumulate e
naturalmente poi creo (accorgendomi sempre tardi) dei cattivi
malumori. Continuando a far così ho paura di perdere il mio
ragazzo, il quale più volte mi avrebbe invitato a rivolgermi ad
uno psicologo perchè alle volte ho paura a lasciarmi andare
nell'intimità. Come posso fare per rimediare tutto ciò, non
voglio rovinare questo rapporto? RISPOSTA Nello stesso ordine in cui lei si è presentata le chiedo: ama vivere con i suoi? Ama il suo fidanzato? Ama il suo lavoro? Ma soprattutto quanto è disposta a “rischiare” nel tentativo di disegnarsi una vita che più le assomigli? La perdita è relativa a sé stessa non rispetto ad un altro. Si scopra a desiderare per poter poi realizzare. Il desiderio è in sé la volontà di perseguire un obiettivo. E soltanto chi è pronto ad accompagnarla in questo viaggio, anche se lento e tortuoso, non si preoccupa del prezzo del biglietto. Dr.sa in psicologia Vera Tuoto |