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Le Risposte dell'Esperto

Area Psicosi

 

DOMANDE: 

  1. Vorrei sapere se c'e' un test che possa diagnosticare il caso di personalita' multiple. La persona si puo' rendere conto da sola di avere questo problema? Grazie. (C.)

 

  1. Buongiorno,

vorrei fare una domanda a proposito delle personalita' multiple. Mi interesserebbe sapere se ci sono dei test per capire se una persona ha diverse personalita' e se la persona stessa puo' rendersi conto di avere il cosiddetto sdoppiamento della personalita'. Possono le diverse personalita' essere cosienti le une delle altre e convivere tranquillamente insieme? Grazie. (M.)

 

RISPOSTA (Viene data la stessa risposta per entrambe le domande molto simili)

Il disturbo della personalità multipla, oggi chiamato disturbo dissociativo d’identità, fa parte dello spettro dei disturbi dissociativi, ed è caratterizzato dalla presenza di due o più distinte identità o stati di personalità che, in modo ricorrente, assumono il controllo del comportamento del soggetto.

Nel disturbo dissociativo l’identità, la memoria e la coscienza non sono ben integrate, e possono anche essere percepite dal soggetto come tre entità ben distinte, ognuna con la propria identità, compreso un nome separato.

Di solito è presente una identità primaria, che è quella che porta il nome ufficiale del soggetto, che risulta passiva, dipendente, tendente a sentimenti di colpevolezza e alla depressione.

Per essere diagnosticato deve essere presente da più di 6 mesi,causare disagio e un profondo senso di disgregazione, i sintomi inoltre non devono essere dovuti all'assunzione di sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda l'eziologia, gran parte delle ricerche concordano sul fatto che il disturbo di identità multipla si manifesti a seguito della presenza di un trauma, quasi sempre abusi sessuali e violenze fisiche, subite durante l'infanzia: talmente forte è il dolore che la persona come difesa se ne dissocia creandosi altre distinte personalità. Scopo principale della terapia è arrivare a integrare le diverse personalità, cercando di incoraggiare l'empatia e la collaborazione fra le diverse identità.

Non esistono test che si possono fare e danno un risultato certo e inconfutabile dell’esordio della patologia (anche se vengono usati dagli esperti dei questionari con cui intervistano i pazienti per stendere la diagnosi definitiva), il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali sottolinea che il tempo medio che passa tra l’esordio dei primi sintomi e la diagnosi è di 6-7 anni.

Questo accade anche perché sono rari i pazienti che confessano di avere delle difficoltà in tal senso, come ad esempio la tendenza all’autoipnosi, e perché la diagnosi comprende anche l’esame dell’ambiente che circonda il paziente.

Ci si può rendere conto che c’è qualcosa che non va quando ci sono dei testimoni che riportano il cambiamento di personalità del soggetto, che generalmente avviene in pochi secondi, e che il soggetto rinnega di aver avuto.

Altri segnali che possono essere presi in considerazione sono la presenza di oggetti o vestiti o altro in casa che il soggetto non ricorda minimamente di aver comprato.

Ci possono anche essere dei casi di amnesia che riguardano interi periodi della vita o informazioni personali con un deficit nel ricordo troppo esteso per essere spiegato come una banale tendenza alla dimenticanza.

Dr.sa Paola Romitelli

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