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DOMANDA: La depressione è un male che si può sconfiggere? (Teresa) RISPOSTA “Si può guarire dalla depressione” è una domanda che apre a una molteplicità di risposte, in primo luogo in funzione del fatto che non esiste un’unica forma di depressione. Certo si è concordi nel ritenere che tale fenomeno sia riferibile ad una alterazione del tono dell’umore che sfocia in manifestazioni di tristezza più o meno profonda ed in una sensibile riduzione della propria autostima, alterando l’equilibrio psicofisico dell’individuo. Tale equilibrio è solitamente regolato dal funzionamento dell’attività dei centri nervosi cerebrali e dei neurotrasmettitori che veicolano le informazioni da essi e fino ad essi. Esso però può essere compromesso da una estrema varietà di fattori (fisici, chimici, ereditari, ambientali) tanto da rendere difficoltosa una precisa riconducibilità solo ad alcuni di essi. Tuttavia, in generale, le forme di depressione vengono inquadrate all’interno di tre grandi gruppi clinici: si distingue cioè fra quelle forme di depressione dette somatogene, in cui c’è un diretto rapporto di causa-effetto con una malattia organica o una disfunzione somatica (pensiamo ai quadri depressivi postoperatori, postinfettivi etc., o quelli conseguenti a specifiche patologie organiche, come la paralisi, l’arteriosclerosi, i tumori cerebrali etc.), le depressioni psicogene, che trovano la loro spiegazione su base di natura prettamente psicologica (ad esempio le depressione reattiva a esperienze di perdita o lutto, o ancora la reazione depressiva più genericamente legata alla biografia di un individuo ed al suo sviluppo affettivo), ed infine le depressioni endogene, che non rinviano a cause esterne e assumono l’aspetto di forme depressive periodiche (con fasi unicamente depressive), oppure di depressioni cicliche (che alternano alla fase depressiva quella maniacale, caratterizzata da intensa euforia). Dunque, forse il problema potrebbe non esser se si possa o meno guarire dalla depressione (o per meglio dire potrebbe non essere il nostro “primo” problema) ma piuttosto riconoscere nella depressione che viviamo la possibilità che si tratti di un fenomeno passeggero in un momento critico della nostra esistenza, o qualcosa di più persistente, che non sembra controllabile e per il quale necessita ricevere un aiuto esterno. In tal caso forme depressive endogene o generate da patologie organiche potrebbero risultare ben contenute da una terapia farmacologica associata ad un lavoro psicoterapeutico. Quest’ultimo appare un intervento particolarmente proficuo anche per quelle forme di depressione che hanno radici e motivazioni psicologiche, in reazione ad eventi traumatici o ad esperienze di perdita e privazione. La mia, dunque, non vuole essere una risposta “data una volta per tutte”, ma più probabilmente la possibilità di aprirsi ad un interrogativo ed una riflessione su un problema che nonostante le sue molteplici sfaccettature spesso viene rappresentato univocamente. Risponde la dr.sa Giovanna Zampaglione |
