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DOMANDA: salve. sono un
ragazzo di 19 anni.
RISPOSTA Salve, dalle poche righe che ha scritto si sente il periodo di confusione che sta passando. Quando si affronta, durante la crescita, il processo di identità non si può fare a meno di "fare dei pensieri" sulla sessualità: l'identità personale comprende la sessualità. Molte persone, come lei, in questi momenti hanno dei pensieri omosessuali, che possono essere del tutto normali e che non sono indice di una omosessualià. TAli pensieri possono comprendere fantasie con un altro erotiche con un altro uomo, o anche il provare attrazione verso una persona del proprio sesso. Se tali fantasie dovessero poi tramutarsi in realtà, in una messa in atto, allora si può parlare, a mio avviso, di comportamento omosessuale. Nel mondo della psicologia, in questo caso, ci sono due pensieri opposti: uno che vede tali comportamenti come appartenenti ad una identità omosessuale, l'altro che ritiene che tale comportamento sia appunto un comportamento che ha radici in "cause" psicologiche. Come lei già sottolinea, le sarebbe utile parlarne con qualcuno, ma la scelta del professionista con cui parlare già pone, purtroppo, una scelta a priori: andare a chiedere una consulenza a chi ritiene che esiste una omosessualità biologica (che per altro non ha trovato ancora nessun fondamento scientifico), oppure incontrare un professionista che ritiene che il comportamento omosessuale dipenda da distorsioni causate da qualcosa di esterno alla persona, e che perciò non "intaccano" l'essere eterosessuale (criticatissimi dal "mondo gay"). Personalmente le posso indicare lo psicoterapeuta Tonino Cantelmi oppure chiedere a lui uno psicologo che sia nella città in cui abita. Cari saluti. Dr.sa Paola Romitelli |