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Le Risposte dell'Esperto

Mondo scuola

DOMANDA: Salve,
sono una giovane educatrice e sto seguendo da un paio di mesi un ragazzo che quest'anno dovrà frequentare la terza media. Il mio compito è aiutarlo nelle materie in cui non riesce a raggiungere la sufficienza. Si tratta di un ragazzo dal temperamento pacifico, timido, remissivo, spesso preso in giro dai compagni. Con me appare disinteressato, perso in un mondo tutto suo e soprattutto molto lento. All'inizio, ho pensato di rispettare i tempi del ragazzo ma sembra che questo abbia peggiorato la situazione. Più assecondo la sua lentezza e cerco di non urtare la sua sensibilità, più procede con lentezza nello svolgimento dei compiti e mostra difficoltà nell'apprendimento. Al contrario, provando ad essere più severa con lui ho ottenuto risultati migliori, ma ho paura comportandomi in modo un po' "tirannico" di intimidire e ferire ulteriormente le sua autostima. Lei cosa ne pensa? Quale metodo potrebbe essere efficace?

RISPOSTA

Iniziare un percorso con un ragazzo di già 12 anni, o anche più poichè con difficoltà magari è stato fermato qualche anno in più alle materne o alle elementari, non è semplice: bisogna riuscire a trovare un equilibrio molto sottile tra il rispetto da dare ad un adolescente e il rispetto che lui dovrebbe avere nei confronti dell'adulto, già solo per la condizione di adulto e poi per il ruolo che questi ha nei suoi confronti.

Non è semplice darle una risposta, sia perché non conosco la patologia del ragazzo e quindi le sue caratteristiche (ad esempio c'è differenza tra un Asperger e un ragazzo che ha un ritardo cognitivo o anche tra questi e un disturbo dell'apprendimento non compensato vista l'età) e se il comportamento simil-apatico che ha è comportamentale, caratteriale o relazionale; sia perché le modalità che si possono utilizzare farebbero riferimento a tecniche riabilitative che vengono "interpellate" secondo la patologia del ragazzo e secondo il motivo per cui si comporta così: quindi, utilizzerei tecniche comportamentali se il comportamento ha una radice di questo genere, relazionali se il comportamento dipende da dinamiche relazionali e via dicendo.

Oltre a queste domande, che spero di essere riuscita a creare in lei rispetto alla natura del comportamento di apprendimento apatico e lento, per risponderle avrei inoltre bisogno (a parte di conoscere il ragazzo e di vederlo in relazione al contesto), di capire se si sente efficace, se ha autostima di se stesso, in relazione al compito e a lui come persona.

In generale, però le posso dire che la "modalità tirannica" se utilizzata in senso autorevole, è contenitiva, e esprime amorevolezza, va bene (spesso i bambini e i ragazzi ci chiedono queste cose in modo paradossale). Usata così, non mina l'autostima, ma la rinforza, soprattutto se lo aiuta a diventare autonomo e indipendente da lei nel fare i compiti.

Buon lavoro!

Dr.sa Paola Romitelli

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