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DOMANDA:
RISPOSTA: Salve dottoressa, capisco come l'incontro con una ragazza portatrice di una patologia che non si conosce crei delle difficoltà. Ma la conoscenza è il primo passo per sconfiggere le insicurezze. Come prima cosa le consiglio di leggere qualche libro teorico sull'autismo: è di fondamentale importanza che lei sappia distinguere e interpretare i comportamenti di una persona autistica. Come esempio le riporto la mia esperienza dove troppo spesso ho sentito dire da colleghi che alcuni comportamenti erano messi in atto perché il bambino o il ragazzo era oppositivo, o troppo spesso vengono attribuite delle emozioni, come la non voglia di imparare, errate. Questo dipende dalla non conoscenza. Può consultare la bibliografia del sito. Purtroppo, dire autismo o disturbo generalizzato dello sviluppo non vuol dire niente o vuol dire tutto in merito alla richiesta che lei pone di come impostare una seduta individuale. C'è una varietà sorprendete tra persone che hanno questa stessa patologia. Mi sarebbe stato utile conoscere le sue competenze linguistiche, di comunicazione, se ha delle crisi comportamentali, se è aggressiva, quali tipi di stereotipie ha... Quello che può fare è cominciare da una conoscenza reciproca composta da piccoli passi e, procurarsi un libro "tecnico", ad esempio quelli della Erickson sono molto utili in questo senso; magari c'è ne è uno o più di uno che possono fare al suo caso. Un altro consiglio che le posso dare è rispetto ai suoi dubbi sulla diagnosi corretta o meno. Come lei stessa dice è "alle prime esperienze" e, quando si tratta di autismo è meglio lasciare la diagnosi a chi è più esperto nel settore (e l'istituto che nomina ha un'ampia esperienza in merito). Tra l'altro, il Rorschach non è tra i test annoverati in caso di autismo o comunque di disturbo generalizzato dello sviluppo. Le auguro un "viaggio" appasionato e pieno di studio, aspetti fondamentali che il mondo dell'autismo richiede.
Dr.sa Paola Romitelli |