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DOMANDA: Salve, soffro di emetofobia, con ansia e agorafobia. Devo effettuare degli spostamenti in una macchina o permanere in luoghi senza un bagno a portata di mano. Questo disturbo mi indice all'evitamento delle suddette situazioni, per paura di sentirmi male in pubblico. Posso chiedere qualche consiglio? Sono mesi che sono barricata in casa! Cordiali Saluti, a risentirci. RISPOSTA La paura di vomitare è una patologia che generalmente, ma non è detto, inizia durante l’adolescenza in forma lieve per poi, in alcuni casi, peggiorare assumendo delle proporzioni tanto grandi da interferire con l’attività quotidiana. L’emetofobia si evidenzia in due modalità, una delle quali è quella da lei riportata, cioè la modalità per la quale si soffre di disturbi di ansia, a volte accompagnati da attacchi di panico e/o da agorafobia. Spesso, è l’ansia che può insorgere, ad esempio sapendo che non c’è un bagno a cui accedere nelle vicinanze, a scatenare un senso di nausea; nausea che a sua volta fa aumentare l’ansia, cosicché si instaura un circolo vizioso difficile da rompere. Una informazione utile da sapere, anche per essere rassicurati, è che le persone che hanno questo disturbo non vomitano praticamente mai. Infatti in loro si sviluppa una vera e propria resistenza al vomito che, paradossalmente, impedisce di vomitare anche quando sarebbe positivo per l’organismo (in rarissime occasioni si possono verificare dei conati che però sono detti “a vuoto”, cioè non portano quasi mai al vomito). La persona con emetofobia tende a non ingerire niente per paura di vomitare (spesso infatti viene confusa con l’anoressica) o comunque a praticare analisi meticolose di tutto ciò che mangia, selezionando il cibo, non andando a cena fuori, mangiando solo alcuni tipi di cose; spesso non si fa curare e/o visitare, non prende le medicine (a volte mettendo in serio pericolo la propria vita!); ha paura di essere contagiata da qualsiasi tipo di infezione. Tutto ciò, porta ad un isolamento sociale difficile da scardinare. Al di là delle cause che portano a questo tipo di patologia (che tra l’altro non sono ancora certe, anche se ci sono alte correlazioni con abusi infantili o brutte esperienze riguardanti il vomito), è difficile vivere in una tale situazione, perché tutto diventa pesante il doppio e l’handicap nella vita sociale può diventare davvero pesante ed interferire notevolmente sia nella vita privata che in quella lavorativa. Sicuramente l’emetofobia è una sindrome non rara ma nascosta: infatti chi ne soffre generalmente non ne parla con nessuno. E’ invece importante andare da un esperto che la possa diagnosticare, valutando anche tutti gli aspetti e i comportamenti associati, per poter delineare un programma psicologico adeguato. Non è sicuramente semplice affrontare tutto questo, ma il primo passo è quello di imparare a fidarsi di un esperto, poiché da soli si potrebbe non riuscire a trovare mai una vera soluzione. Comunque, nel caso in cui dovesse iniziare a percepire uno stato di ansia, può provare a controllarla cercando di rendersi consapevole della sua respirazione, quindi, senza fare lunghi respiri (ciò la porterebbe ad avere dei giramenti di testa), ma cercando di respirare normalmente ascolti il suo corpo. Se ha bisogno di respirare facendo un respiro più lungo o profondo, lo faccia, ma torni subito ad una respirazione il più normale possibile e, non respirari velocemente. Potrebbe, ad esempio, contare fino a tre mentre inspira e fino a tre mentre espira. Cerchi di “sospendere” il pensiero. Potrebbe poi contrarre tutti i muscoli, uno per volta, a partire dalle gambe (polpaccio, coscia, glutei, schiena, spalle, braccia), contando fino a due. Piano piano dovrebbe sentire il corpo rilassarsi. Alcune persone che soffrono di ansia per imparare a rilassarsi fanno dei corsi di yoga, dicendo di ricavarne dei buoni benefici, soprattutto di conoscenza e consapevolezza del proprio corpo. Un saluto. Dr.sa Paola Romitelli |
