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Le Risposte dell'Esperto

Disturbi d'Ansia/Depressione/Ossessioni

DOMANDA: Buon giorno Dottore sono Raffaella e negli ultimi mesi soffro di attacchi d'ansia, prima spradici ed ora in determinate situazioni e più frequenti, vorrei chiederli come fare a curare questo disturbo che inizia veramente a preoccuparmi.
Due anni fa circa è mancato mio papà dopo due anni di malattia, mia mamma ed io dopo la perdita abbiamo avuto una depressione e mi hanno prescritto il Dropaxin. Dopo 6 mesi di cura devo dire che mi sentivo devisamente meglio, poi con l'estate, il caldo , l'afa e la pressione bassa che mi ritrovo mi sono capitati alcuni attacchi d'ansia (in piscina prendendo il sole ed al mare, mi sentivo soffocare...)Con l'arrivo dell'inverno la situazione si è risolta ma è' da un paio di mesi che quando vado in luoghi con tanta gente (discoteche, pub, ascensori ecc ecc) mi si "segano" le gambe, mi vengono le vertigini, faccio fatica a respirare mi sento svenire e inizio come a "digerire" aria, quindi devo mettermi seduta o uscire all'aperto e dopo un pochino mi passa. Non capisco se sono attacchi d'ansia o che so io. Non ho mai avuto problemi di questo tipo quando ero più giovane...ho notato inoltre che anche entrare in ospedale o la vista del sangue mi crea malesseri di quel tipo...
Ho notato inoltre che negli ultimi dieci giorni ho come un bruciore in bocca non dovuto ad afte, ustioni o carie.
Documentandomi ho scoperto che la "bocca che brucia" accompagna spesso un individuo ansioso e depresso...
Come devo comportarmi? Questa situazione inizia a crearmi disagi e mi demaralizzo...di conseguenza tutto
Grazie mille Dottore
Buona giornata
R.

RISPOSTA

Cara R.,

un quadro tipicamente depressivo o ansioso può essere presente in seguito alla morte di un caro. Tipicamente la remissione dei sintomi dovrebbe avvenire dopo circa sei mesi dall'evento.

Le difficoltà che lei incontra possono appartenere sia ad un quadro depressivo che ansiogeno e la causa scatenante può essere la morte di suo padre.

La morte, e per di più di un genitore, porta con se inevitabilmente fantasie sulla propria morte, sulla propria malattia, sulla propria precarietà...ed è normale e fisiologico provare ansia.

Diventa però difficile da sopportare, come lei stessa si è accorta, quando non si vedono miglioramenti e quando la situazione continua da tanto tempo e va ad intaccare altre sfere della vita come le amicizie, il lavoro, l'autonomia nel compiere le più semplici azioni.

I farmaci possono essere utili in situazioni di emergenza e in situazioni 'croniche', ma data la sua giovane età, il mio consiglio è quello di rivolgersi ad una psicoterapeuta che tratta questo tipo di disturbi (psicoterapie individuali dinamiche, familiari o brevi) per indagare i motivi per cui le problematiche ansiogene sono così presenti in lei e così debilitanti, per indagare il rapporto con sua madre, per rendere consapevoli le fantasie di morte, per elaborare il legame perduto.

Dr.sa Paola Romitelli  

 

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