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DOMANDA: Salve dottore, sono mamma di un bambino di 6 anni e mezzo, volevo gentilmente
porle un quesito che dà un pò di tempo affligge mio marito, e probabilmente non
solo lui. RISPOSTA Il senso di appartenenza al genere maschile o femminile si forma sin dall'infanzia. Il senso di appartenenza è strettamente legato al concetto di identità. Esistono numerose identità (conscia, inconscia, professionale, di ruolo sociale...) tra cui anche l'identità maschile e l'identità femminile.Le difficoltà e i disturbi d'identità di genere compaiono proprio nella prima infanzia e si manifestano con comportamenti di identificazione con il sesso opposto (come il travestirsi da femminuccia e/o voler fare solo giochi 'da femmine' nei maschi, e l'indossare indumenti maschili nelle femmine) e un malessere verso il proprio sesso. Alcuni bambini, in cui questi comportamenti compaiono intorno ai 2-4 anni, possono riuscire a superare il momento, altri invece persistono nel mantenere questi comportamenti anche in età più avanzate fino ad arrivare alla tarda adolescenza e in età adulta. Ultimamente le tecniche cognitivo-comportamentali hanno avuto degli ottimi risultati nell'aiutare i bambini che presentano questo disturbo comportamentale aiutandoli a ritrovare la propria identità e a sconfiggere un possibile transessualismo in età adulta o un possibile comportamento omosessuale. Le differenze individuali sono davvero tante, e non è detto che suo figlio incorra in queste problematiche, ma visto che ci sono dei dubbi rispetto al comportamento che vostro figlio mette in atto (che la richiesta stessa all'esperto risponde in qualche modo evidenzia), il mio consiglio è proprio quello di rivolgersi ad uno psicologo esperto in questo ambito, senza aspettare che passi altro tempo. Cari saluti. Dr.sa Paola Romitelli |