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DOMANDA: Salve, mi chiamo S. ho 24 anni, vorrei
togliermi un dubbio, leggo molti romanzi di ogni genere anzi non
riesco durante la giornata a non pensare alla storia che stò
leggendo, per me è come un rifugio, sento un bisogno compulsivo
di continuare a leggere la storia, questo però non succede con
altri tipi di lettura come ad esempio saggi ecc.. Il mio dubbio
è: i romanzi possono avere un tipo di “dipendenza
comportamentale”? Nel periodo in cui leggo mi sento distaccato
e molto meno reale e cosciente e quando l’ho finito mi sento
disorientato. So che non servono a nulla ma non mi riesce
naturale farne a meno anzi devo fare uno sforzo come se fossi in
astinenza. Ho fatto una ricerca sul web ma nessun sito ne parla,
non so neanche se stò dicendo delle sciocchezze, cosa ne pensa? RISPOSTA Leggendo la descrizione che lei fa del suo comportamento, non ho potuto fare a meno di notare la somiglianza con l'Internet Addiction Disorder (IAD), ma 'applicata' ai libri, alla lettura. L'IAD è un disturbo ossessivo-compulsivo di cui sono state riconosciute 5 forme rispetto al computer e ad internet, indicandone una dipendenza. Dalla sua descrizione e dai termini che utilizza (rifugio, bisogno compulsivo, non riesco a non pensare a...) credo che il suo comportamento possa essere posizionato proprio all'interno del disturbo ossessivo-compulsivo, anche se presenta una forma rara. Il senso di tali comportamenti ossessivo-compulsivi è quello di proteggere la persona che li compie da qualcosa che sente come minaccioso; il rifugio nelle attività ossessive crea un senso di sicurezza, creando, inoltre, una sorta di dipendenza e di 'coazione a ripetere da lei ben descritta. Un libro di auto-aiuto uscito nel 2007 ed edito dalla Erickson intitolato "Avrò chiuso la porta di casa? Affrontare le proprie ossessioni", potrebbe esserle di aiuto. Leggendolo dovrà comunque trovare il modo di adattare i suggerimenti alla tipologia espressa da lei, cioè sul comportamento compulsivo alla lettura. A presto. Dr.sa Paola Romitelli |