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DOMANDA: Mio figlio A. fin dall'asilo ha avuto problemi-disagi scolastici del tipo: era lento nel produrre ciò che le insegnanti richiedevano, perché preferiva passare il tempo a giocare, a dare fastidio ecc. Apprende con facilità ma non riesce ancora a gestire il lavoro scolastico in modo positivo. E' demotivato, non si sente capito da nessuno, nessuno riesce ad aiutarlo come lui vorrebbe, anche perché non si sa come poterlo aiutare; è abbastanza introverso. Noi genitori cerchiamo di essergli di aiuto, ma senza successo. Si sente inferiore, sceglie il compagno o le compagnie negative forse perché pensa così di non essere giudicato. Frequenta il quarto anno di un istituto tecnico industriale ed ha preso come indirizzo informatica, ma non si è capito se veramente gli piace, a lui piace tutto ciò che non lo impegna per più di un quarto d'ora, vuole ottenere in poco tempo. E' sitetico, di poche parole, figuriamoci che succede quando deve studiare pagine e pagine di italiano o storia ecc. lascia perdere tutto e dice che non ci capisce niente e non fa, così è sempre peggio, i risultati non ci sono e gli insegnanti lo vogliono bocciare perché dicono che non partecipa durante le lezioni, è apatico percui che gli posso fare? Mio figlio dice che le spiegazioni dei professori non riesce a seguirle lui avrebbe bisogno di un tutor per ogni singola materia allora andrebbe bene, lo stiamo aiutando con degli insegnanti nel pomeriggio ma non è semplice perché le lacune sono tante. Che cosa si potrebbe fare immediatamente per aiutarlo a stare meglio e non solo a scuola? Grazie. RISPOSTA La domanda che mi pone, purtroppo, non ha una risposta che possa soddisfare quell'"immediatamente", poiché le difficoltà di suo figlio a scuola hanno radici lontane "Fin dall'asilo ha avuto problemi". Questo, purtroppo, ha creato dei precedenti, una 'storia' scolastica fatta di eventi che presumibilmente hanno accompagnato la crescita di suo figlio, strutturando una certa percezione di se stesso come competente/non competente rispetto al compito e quindi una risposta al successo/non successo che si è andata anch'essa strutturandosi. Ci vorrà quindi del tempo perché tutto ciò possa essere ri-strutturato. Ci sono comunque delle cose che si possono fare ora, che possono portare a dei buoni risultati. Una delle cose che si possono cercare di capire è la 'modalità' di apprendimento di vostro figlio: cioè il COME apprende. E' importante capire come raccoglie le informazioni, come le elabora e in che modo poi emette la risposta in relazione al compito proposto da svolgere. Questi tre momenti sono molto importanti, ad esempio, la 'raccolta delle informazioni' può essere effettuata con il canale visivo, con capacità di precisione e accuratezza, con una esplorazione sistematica, con la presenzaa di un buon orientamento spaziale; se invece il ragazzo è impulsivo (ad esempio), non si orienta nello spazio e nel tempo, è frettoloso e non riesce a considerare più di due info contemporaneamente, allora già nella prima fase del processo di apprendimento sono presenti dei punti di debolezza che non porteranno ad una risoluzione del problema. Stessa cosa può succedere in fase di elaborazione, che sarebbe la seconda fase del processo di apprendimento, e nell'ultima fase di emissione della risposta. Quindi, una volta scoperto COME lui impara, organizza i dati che raccoglie e emette il risultato, e una volta capito in questo processo quali sono i suoi punti di forza (da cui partire per un eventuale aiuto) e quali i punti di debolezza (da colamre), allora si può aiutare il ragazzo non solo sulle strategie di apprendimento ma anche per innescare un processo che aumenti la sua autostima e la sua autoefficacia, elementi fondamentali. Una modalità di aiuto in questo senso possono offrirla le persoche che applicano il metodo Feuerstein, metodologia che lavora proprio sul potenziamento di questi tre momenti dell'apprendimento e di conseguenza sull'autostima e sull'autoefficacia. Già con una buona valutazione del potenzaiale di apprendimento, potete capire se è una strada giusta per vostro figlio o meno. Spero comunque che riusciate a trovare un aituo valido che possa accompagnare vostro figlio in questo momento difficile. Dr.sa Paola Romitelli |