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Il Mellerin

 

Il principio attivo del Mellerin (della Tioridazina Italfarmaco e della Tioridazina Novo Argentina) è la Tioridazina.

Il Mellerin fa parte degli psicofarmaci di tipo psico-fisiologico. Questo significa che la sua assunzione ha effetto sulle attività biochimiche e neurofisiologiche del sistema nervoso.

Più precisamente il Mellerin è un neurolettico ed è impiegato in principal modo in tutti i sintomi di tipo psicotico, come ad esempio le allucinazioni, le ideazioni suicidarie, i deliri, le ossessioni. Viene anche usato come tranquillante.

Nel Giugno 2005 la casa farmaceutica che produceva il Mellerin ha deciso di ritirare tale farmaco da tutto il mondo poiché esso, in seguito ad evidenze scientifiche, non rispetta più i requisiti richiesti.

Infatti, recenti ricerche hanno messo in evidenza che pazienti schizofrenici in cura con la Tioridazina evidenziano, molto più spesso di altri pazienti in cura con un diverso tipo di neurolettici, aritmie cardiache, morte improvvisa e prolungamento dell’intervallo QT (rientra nell’area delle aritmie cardiache ed è un fattore di rischio per una serie di patologie cardiovascolari. L’intervallo QT misura l’efficienza del battito cardiaco e del funzionamento delle valvole cardiache. Il cuore funziona male se l’intervallo QT è troppo lungo).

In seguito a tali evidenze, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha deciso di divulgare una Nota Informativa Importante rivolta ai medici per suggerire una corretta sospensione del farmaco ed un eventuale passaggio ad altre terapie anti-psicotiche.

Inoltre:

«…Fin da 1964 l’Agenzia di Farmacovigilanza inglese ha ricevuto 42 segnalazioni di disordini del ritmo cardiaco ritenuti essere correlati all’impiego della Tioridazina.

Di questi, 22 sono risultati fatali. L’Autorità Sanitaria inglese ha ritenuto di consigliare l’uso della Tioridazina come farmaco di seconda scelta nel trattamento della schizofrenia nelle persone adulte sempre sotto il controllo di specialisti.

il farmaco non è consigliato né agli anziani né ai bambini. (Fonte: MCA 2001)».

 

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