Appartiene alla classe degli antidepressivi triciclici (ATC), così definiti per via della loro struttura chimica contenente tre anelli. Gli ATC volgono attività anticolinergica, adrenolitica e antistamica per cui possono provocare i seguenti effetti indesiderati:
Ø Alterazioni cardiovascolari.
Ø Alterazione della sfera cognitiva: diminuzione della concentrazione e della memoria, disorientamento, agitazione, confusione, letargia.
Ø Alterazioni della sfera sessuale: a carico della libido, anorgasmia, eiaculazione ritardata, impotenza.
Ø Disturbi della motricità: atassia, tremori e convulsioni.
Ø Sintomi psicotici: deliri e allucinazioni.
Ø Aumento di peso.
I pazienti considerati a rischio sono: gli epilettici, i nefropatici, gli epatopatici, i soggetti affetti da glaucoma ad angolo acuto (aumento della pressione endoculare), da ipertrofia prostatica (rischio di ritenzione urinaria). Un’attenzione maggiore va rivolta ai pazienti anziani per i rischi di: ipotensione posturale (potrebbe causare cadute con conseguenze drammatiche), ritenzione urinaria e stipsi fino a stati di subocclusione intestinale, stati confusionali con disorientamento temporo-spaziale.
I pazienti cardiopatici sono considerati ad alto rischio per un trattamento con tutti gli ATC.
Il principio attivo del LAROXYL è l’AMITRIPTILINA (AMI) che degli ATC risulta il farmaco con una più rilevante attività anticolinergica, adrenolitica e antistamica; per la notevole funzione sedativa ed ipotensiva provoca maggiori alterazioni delle sfere psicomotoria e cognitiva (importante deficit della memoria a lungo termine).