L'autismo è una malattia dovuta al malfunzionamento nel corso dello sviluppo cerebrale di alcuni geni. Di essi tre sono stati sicuramente individuati, ma potrebbero esserne coinvolti, in varia misura e a seconda delle forme che assume la patologia, anche altri cento.
I ricercatori del Centro Nazionale tedesco di ricerca sul cancro e dell'Università di Francoforte e di Salisburgo hanno identificato una mutazione sul cromosoma X, che aiuta a spiegare i deficit cognitivi negli autistici.
Poiché i maschi sono 4 volte più affetti da autismo rispetto alle femmine, i ricercatori ritengono che diverse delle mutazioni che rappresentano le cause genetiche della malattia siano collocate proprio sul cromosoma X.
In particolare i ricercatori hanno trovato mutazioni in una regione del genoma che codifica per la proteina ribosomale L10 (RPL10). La proteina - indispensabile per la traduzione dell'informazione genetica in proteine - fa parte di una famiglia di proteine ribosomali che è rimasta fortemente conservata nel corso dell'evoluzione e che si trova anche nei batteri.
L'espressione della proteina RPL10 è particolarmente rilevante a livello cerebrale nelle aree, come l'ippocampo, deputate all'apprendimento, alla memoria e alle funzioni affettive e sociali. "Un malfunzionamento della RPL10 può essere responsabile della mancanza di differenziazione delle cellule nervose nel corso dello sviluppo embrionale, che è considerato la chiave di questo disturbo", ha dichiarato Sabine Klauck, prima firmataria dell'articolo apparso sull'ultimo numero di Molecular Psychiatry, nel quale si dà conto della scoperta.
Fonte: www.molecularlab.it - 06.11.2006