L’adolescenza indica il periodo di passaggio dall’infanzia all’età adulta.
Dopo la recente indagine dell'università di Zurigo , che ha riscontrato
come il consumo di canapa aumenti il rischio di schizofrenie o
altre psicosi, arrivano due conferme dei rischi neuropsichiatrici
connesso all'uso della cannabis, specie durante l'adolescenza. La
prima di queste conferme proviene da uno studio pubblicato
sull'autorevole rivista britannica The Lancet, che indica come i
ragazzi che utilizzano la cannabis corrano un rischio di
sviluppare psicosi nell'età adulta maggiore del 40% rispetto ai
loro coetanei che non fanno uso di droghe. Theresa Moore,
dell'Università di Bristol, e Stanley Zammit, dell'Università di
Cardiff sono giunti a questa conclusione dopo aver effettuato
un'analisi su ricerche già pubblicate sull'argomento, su 35 studi
apparsi fino al 2006. I due hanno riscontrato che chi aveva fatto
uso di cannabis aveva fino al 41% di probabilità in più di
sviluppare malattie pschiatriche gravi (psicosi) successivamente
nella vita. Il rischio aumentava in relazione alla dose della
droga consumata. «Abbiamo trovato un'associazione consistente fra
cannabis e psicosi» hanno sottolineato gli autori della ricerca,.
«I politici dovrebbero prenderne atto per la promozione di
campagne per informare il pubblico vista la larga diffusione di
questa droga». Nell'editoriale di accompagnamento all'articolo
Merete Nordentoft e Carsten Hjorthøj, della Copenhagen University
Hospital (Danimarca), commentano: «nel dibattito pubblico la
cannabis è stata sempre considerata una droga relativamente poco
dannosa, ma ora i dati sull'esposizione al rischio di psicosi a
lungo termine rendono necessari interventi di politica sanitaria
mirati ad avvertire la popolazione a trattare i giovani che fanno
uso frequente di questa droga».
La seconda conferma sulla pericolosità della cannabis per i
giovani viene da uno studio condotto a Sydney e pubblicato dalla
rivista Neuropsychopharmacology. Secondo la ricerca in questione
gli adolescenti troverebbero più piacevole la cannabis rispetto
agli adulti, e sarebbero anche più esposti ai suoi effetti
dannosi. Un gruppo di sperimentatori coordinati da Iain Mc Gregor
hanno iniettato per 18 giorni una dose elevata di
tetraidrocannabinolo (o Thc, il principio attivo della cannabis)
sia in topi adulti che adolescenti. Due settimane dopo la dose
finale, i topi adulti evitavano di passare nelle zone della camera
dei test dove avevano ricevuto il Thc, mentre quelli più giovani
non avevano alcuna avversione. «Questo significa che per i topi
adulti la cannabis è sgradevole - sostiene Mc Gregor - mentre per
gli adolescenti no». Un'altra differenza riscontrata dai
ricercatori è nell'effetto della sostanza sul cervello:
esaminando la regione chiamata ippocampo, hanno trovato
cambiamenti in molte più proteine nelle cavie giovani. «Il
cervello di un adolescente sta ancora maturando - sottolinea Mc
Gregor - e sembra essere più vulnerabile alla Thc».
Fonte: www.ibambini.it