La
vaccinazione pediatrica deve essere un atto imposto oppure un moto
volontario del genitore?
Obbligatorietà, libera adesione e consenso informato sono le
parole chiave della gestione sanitaria della vaccinazione - in età
pediatrica e non solo. La vaccinazione rappresenta un atto medico
complesso rivolto al singolo cittadino, ma finalizzato a un
risultato di salute dell'intera popolazione del Paese: la scelta
della vaccinazione è un diritto e un dovere, sia del singolo
cittadino che della comunità. Il percorso verso la libera scelta
è un obiettivo da perseguire ma richiede il superamento di alcune
criticità e un piano d'azione unitario, che - pur nel rispetto
della diversità - coinvolga tutte le Regioni per garantire una
serie di requisiti organizzativi e ottenere il superamento delle
disuguaglianze.
Per discutere di questi temi è stato organizzato un incontro
dall'Associazione Culturale Pediatri (ACP), che si è svolto lo
scorso 14 settembre 2007 a Roma. "In questa giornata - ha
commentato Michele Gangemi presidente ACP - si è voluto
fare il punto sui pro e contro della decisione della libera scelta
che sicuramente presenta dei vantaggi positivi nell'ottica
dell'alleanza terapeutica e nell'ottica dei genitori rispetto alle
procedure sanitarie per i loro figli". La discussione ha
coinvolto negli ultimi anni sia le istituzioni sia le società
scientifiche di pediatria e ha subito un'accelerazione in
conseguenza della decisione presa dalla Regione Veneto di
sospendere l'obbligo vaccinale per i bambini nati dal primo
gennaio 2008. "Oltre a renderci conto della situazione - ha
aggiunto Gangemi - abbiamo voluto sottolineare l'esigenza di una
direttiva che comprenda l'intero territorio nazionale".
L'abbandono dell'obbligatorietà non potrà essere immediato e
improvviso come ha sottolineato Gaia Marsico bioeticista
dell'Università di Padova: "Prima della decisione di
delegare alle famiglie o al singolo individuo la scelta delle
vaccinazioni è necessario che avvenga una crescita culturale. Un
percorso che costruisca le basi per decisioni consapevoli dei
rischi individuali e sociali legati all'argomento
vaccinazione".
Il concetto è stato sottolineato da Luisella Grandori,
responsabile vaccini ACP, che ha dichiarato: "Oggi
abbiamo avuto un'occasione per riflettere sulla libertà di scelta
delle cure e per confrontarsi con un ampio ventaglio di soggetti
della sanità e della società sulle disuguaglianze e le criticità
del nostro Paese nella prevenzione con le vaccinazioni. In estrema
sintesi, è la proposta di un cammino da fare insieme".