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Ecografie al feto: sono sicure?

 

Una raccomandazione per le donne in gravidanza giunge da uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia americana delle scienza (PNAS): per controllare la salute del feto durante i nove mesi di attesa, l'ecografia rimane uno degli strumenti più avanzati, ma soltanto se utilizzato in maniera non eccessiva.

Nei topi in cui è stata portata avanti la sperimentazione il team di scienziati statunitensi ha osservato che l'esposizione prolungata di ultrasuoni può arrivare a compromettere uno dei meccanismi fondamentali del sistema nervoso dell'embrione: proprio gli ultrasuoni sarebbero la causa di un blocco delle cellule nervose appena formate, non più in grado di migrare correttamente verso la sede naturale del loro sviluppo.

La sperimentazione, nata da uno studio avviato da neurobiologi dell'università di Yale, coordinati da Pako Rakic, è mossa dal tentativo di spiegare il recente aumento di patologie psichiatriche infantili. 

"Ci sono numerosi disordini neuropsichiatrici umani che si ritiene siano il risultato di errori nel posizionamento di cellule come conseguenza di un'anomala migrazione neuronale", osservano gli scienziati. 

Alcune malattie neuropsichiatriche dell'infanzia, come l'autismo, o alcune forme di ansia o fobie, potrebbero essere, allora, legate proprio alla mancanza di una corretta migrazione delle cellule nervose.

Lo studio americano è stato condotto su 355 topi che, esposti agli ultrasuoni in sessioni sempre più lunghe, fino a trenta minuti di durata, nei due-tre giorni precedenti al parto, hanno mostrato all'interno del loro sistema nervoso "un numero piccolo, ma statisticamente significativo" di neuroni che non riesce a raggiungere la sua posizione definitiva. I topi sono bombardati in maniera massiva dagli ultrasuoni proprio nella fase durante la quale avviene la migrazione delle cellule nervose che nei topi avviene in due-tre giorni, mentre nell'uomo ha una durata di circa sei mesi.

Nonostante le differenze notevoli che intercorrono tra il sistema nervoso umano e quello dei roditori, gli studiosi ritengono ragionevole pensare che "gli ultrasuoni possano avere nello sviluppo fetale dell'uomo, un impatto simile o maggiore rispetto a quello osservato nel topo".

Ragioni che, a detta dei neuroscienziati, sono legate tanto alle dimensioni dei neuroni umani (appena più grandi di quelli di un topo nel momento della mirazione), quanto alla complessità del percorso compiuto dai neuroni durante la migrazione. Entrambi i fattori renderebbero perciò, i neuroni più esposti al rischio di deviazioni.

"Il risultato non va interpretato come un allarme nei confronti dell'ecografia", spiega il neorofisiologo Piergiorgio Strata, dell'università di Torino, "si tratta piuttosto di invocare il principio di cautela, riconoscendo che questa è una tecnica utile ma della quale non si deve abusare. Va fatta solo quando è necessario".

Comunque, gli autori rilevano che i risultati della ricerca "supportano le raccomandazioni della Food and Drug Administration", che mette in guardia contro l'uso di ecografie in gravidanza fatte senza indicazione medica e a scopo commerciale.

La ricerca va sicuramente approfondita e continuata per arrivare a provare la responsabilità o meno degli ultrasuoni in questo tipo di patologie.

Fonte: www.repubblica.it

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