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Il figlio vive in un'altra città. Ma si può cenare insieme!

 

A cena con tuo figlio, che vive lontano 700 chilometri? Se non ti disturba che tuo figlio sia presente solo ”virtualmente”, sarà presto possibile organizzare questi riavvicinamenti familiari. La signora Clarke ha una famiglia disseminata per tutta l’America: un figlio a New York, uno Eugene, in Oregon, una figlia a Phoenix, in Arizona. Nella sua casa di Chicago, la signora ammette di sentirsi sola. Ma quando scende la sera, e si mette a tavola per cena, la signora potrà avere al suo fianco uno dei figli. Miracolo della tecnologia, che ha inventato il Virtual family dinner, un sistema di sensori, flat screens e collegamenti a banda larga, perché la signora, e come lei i milioni di americani anziani che vivono soli, possa avere la compagnia ”virtuale” di un membro della famiglia.

Il Vfd non è una normale teleconferenza. E’ molto più semplice e complesso allo stesso tempo. La signora Clarke non deve avere nozioni tecniche speciali, cosa che la spaventerebbe. Deve solo preparare il suo pasto, apparecchiare, sedersi. Il Vfd avvertirà con i suoi sensori che è ora di cena, e comanderà al flat screen installato all’altro lato del tavolo di accendersi e cercare chi sia disponibile, a New York, a Eugene o a Phoenix, per fare compagnia ”virtualmente” alla mamma durante il pasto.

Il figlio che risponderà all’appello, che in genere arriva sul cellulare, può andare davanti al suo terminale Vfd, e venir proiettato sul flat screen a Chicago. Il tutto avviene in pochi secondi, ed è di estrema semplicità. Con la banda larga, che negli Usa è presente nel 60 per cento delle case, il collegamento è ottimo, mentre i flat screen ad alta definizione forniscono immagini limpidissime. Certo: veloce, limpido, facile, non significa anche vero, caldo, umano. La realtà di una persona in carne ed ossa non potrà mai venir pienamente sostituita con una immagine su uno schermo. Ed effettivamente il Vdf, inventato dalla società Accenture, propone solo di riempire un po’ della solitudine di chi non avrebbe altra soluzione.

La signora Clarke ad esempio difende con ostinazione il suo diritto di vivere gli ultimi anni della sua vita nella casa in cui è nata e cresciuta. Nonostante i suoi 83 anni, la signora rifiuta di ritirarsi in uno degli accoglienti (e costosi) centri per anziani che nascono come funghi in tutta l’America, e non vuole trasferirsi a vivere accanto a uno dei figli. I figli a loro volta lavorano, e possono solo andare a trovarla di quando in quando. La lontananza però li tiene in ansia. Si chiedono se la madre mangi a sufficienza, se stia bene, se sia davvero in grado di vivere da sola. Il Virtual family dinner permette loro di ”sedersi” con lei a cena, di guardare nel suo piatto, di vederla muoversi e mangiare. Non è come abbracciarla, ma è meglio di nulla.

Fonte: www.ilmessaggero.it - Maggio 2007

 

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