Viene
definito pedofilo un adulto che abusa sessualmente di un bambino
prepubere. Sembra che nell'85% dei casi l'abusante sia una persona
appartenente alla famiglia stretta o allargata o ad amici della
stessa. Purtroppo in questi casi è il silenzio a dettare
le regole: i familiari, spesso la madre del bambino, è
consapevole di quello che succede, ma preferisce tacere
probabilmente per paura che la famiglia venga destrutturata,
distrutta e disonorata per le conseguenze che una denuncia del
genere comporta. Succede così che le madri, o chi sa, fa finta di
non vedere e spesso si alleano con l'adulto abusante invece che
con il bambino. Diventano dei testimoni silenti e fanno diventare
la famiglia il luogo degli orrori più terribili.
Le tecniche che usano per adescare i bambini sono di vario tipo. Per necessità, quelle degli estranei sono più raffinate di quelle dei familiari. C’è chi corteggia la mamma per poi arrivare alla figlioletta, chi addirittura sposa una donna divorziata per avere poi accesso ai figli, chi cerca di diventare amico di famiglia per ottenere la fiducia dei genitori, chi avvicina bambini con carenze affettive o trascurati, chi avvicina i bambini al parco, a scuola o in situazioni di aggregazione in cui i genitori non sono presenti.
In famiglia, non è raro assistere a comportamenti in cui il nonno si mette sulle ginocchia la nipotina o il nipotino per farlo strusciare su di lui, o allo sfruttare occasioni come il bagnetto o il cambio di pannolino (qualora l'abuso sia effettuato su un neonato), oppure nel momento della buonanotte.
Sia i pedofili intrafamiliari che extrafamiliari possono usare le minacce per fare in modo che il bambino non parli. Spesso sono minacce di abbandono, separazione, di colpevolizzazione “Sei tu che lo hai voluto!”, di essere messi in punizione, sgridati, menati.
Internet è diventato uno dei luoghi privilegiati dove adescare bambini, quelli un poco più grandicelli che hanno il permesso dai genitori di poter navigare, chattare e partecipare a forum. Le conseguenze di un abuso sessuale si hanno anche se esso viene consumato in modo virtuale, inoltre non tutti i pedofili si limitano al mondo virtuale, convincendo la vittima ad un incontro. L'età media del pedofilo virtuale oscilla tra i 21 e i 30 anni. Di questi il 65% ha un diploma di scuola superiore e, nella stessa percentuale, non convive con un partner stabile. L'identikit del pedofilo virtuale corrisponde ad un maschio, celibe, colto e incensurato.
La maggior parte delle vittime ha un'età compresa tra i 6 e i 12 anno, ma negli ultimi periodi si è riscontrato un aumento di abusi sessuali su bambini molto piccoli. Il bambino più piccolo per cui ha lavorato l'associazione Prometeo, di Massimiliano Frassi, aveva solo 6 mesi.
Esistono varie tipologie di pedofilo, qui si è cercato di catalogarle, ma questo non significa che non possano essere sfumate o, più di una, integrarsi nella stessa persona:
· Pedofilo latente: presenta una morbosa attenzione verso i bambini, accompagnata da fantasie erotiche che però non mette in atto perché si rende conto che le proprie pulsioni non sono accettabili socialmente.
· Pedofilo occasionale: spesso va in vacanza in luoghi dove può trovare bambini (Bangkok, Sri Lanka, Tailandia, Medio Oriente) con cui ha spesso delle relazioni trasgressive. Viene chiamato “turista del sesso”.
· Pedofilo dalla personalità immatura: si sente a proprio agio solo con persone più giovani di lui da cui non si sente minacciato e in competizione. Sovente non riesce ad avere rapporti sessuali con adulti. Spesso le vittime sono bambini di amici di famiglia o appartenenti alla famiglia stessa. L'atto sessuale o gli atteggiamenti libidinosi non vengono messi in atto subito: questo tipo di pedofilo sa procastinare il proprio desiderio e inizialmente ammalia la vittima con regali, storie, attenzioni e giochi. Sceglie molto bene la sua vittima, spesso trascurata e di carattere timido ed introverso, bambini che hanno bisogno di attenzione e affetto. Si considera “protettore e amante dei bambini”. Le relazioni con la vittima durano fino a quando il bambino non perde le caratteristiche che lo rendono attraente ai suoi occhi.
· Pedofilo regressivo: è un adulto che riesce ad avere rapporti anche con persone coetanee, ma è insoddisfatto della sua vita, spesso alcolista, e rivolge la propria attenzione sessuale ai bambini. Si rivolge a bambini sconosciuti, probabilmente già preda di altri pedofili. Il comportamento di “ricerca” è improvviso e incontrollabile.
· Pedofilo aggressivo: antisociale e misogeno, trae piacere dall'assalire la sua vittima e farle del male, fino a procurarne la morte. L'atto violento procura nel pedofilo sensazioni di piacere, orgasmo e vittoria.
· Pedofilo omosessuale: è colui che trasferisce sul bambino l'amore che non ha ricevuto dalla madre. Si identifica con il proprio partner, vede in lui quel bambino che egli era e lo “ama”.
Dr.sa Paola Romitelli
Bibliografia
Pinotti F. (2008), Olocausto bianco, Bur
Rialti S., Petrone L.B., (2000), Chi ha paura del lupo cattivo?, Franco Angeli