Pages

Dislessia ed eterotropia

Condividi

 

Nell’articolo “A structural basis for reading fluency: White matter defects in a genetic brain malformation” (comparso su “Neurology 2007; 69: 2146-2154”) il Dr. Bernard S. Chang, M.D., del Beth Israel Deaconess Medical Center ed i suoi colleghi riportano che, dal trattamento di pazienti affetti da eterotopia nodulare periventricolare (una rara malformazione cerebrale caratterizzata dall’errato persistere di noduli di materia grigia vicino ai ventricoli laterali), è emerso che tali pazienti presentavano una specifica ed inaspettata difficoltà nella lettura, senza né deficit di intelligenza, né problemi di attenzione né della memoria di lavoro.

Da tali sintomi gli studiosi hanno ipotizzato che anche la dislessia evolutiva potesse essere associata ad anomalie della migrazione neurale o delle connessioni assonali.

I ricercatori hanno quindi effettuato un’indagine comparativa, tramite una serie di valutazioni neuropsicometriche, confrontando:

·        10 pazienti “sani” - con normali capacità di lettura,

·        10 adulti con dislessia

·        10 adulti affetti da eterotopia nodulare periventricolare (diagnosticata con risonanza magnetica, prescritta a causa dell’insorgere di crisi epilettiche; in sei, dei dieci pazienti tramite indagine a diffusore di tensore - DTI = diffusion tensor imaging – si sono rilevate anomalie nella microstruttura della materia bianca e nelle connessioni delle fibre nervose).

I soggetti affetti da eterotopia e quelli con dislessia evolutiva hanno mostrato profili comportamentali comuni con specifici deficit nella fluenza della lettura:

·        scarsa consapevolezza fonemica (la capacità di manipolare i segmenti sonori delle parole); gli individui con dislessia sembravano presentare problemi fonologici più accentuati.

·        lentezza nel nominare oggetti, cifre, lettere

·        difficoltà nella lettura sia di parole di senso compiuto che senza senso.

La gravità del disturbo dislettico, nei pazienti colpiti da eterotopia nodulare periventricolare, è risultato correllato all’estensione ed al grado di alterazioni nella microstruttura e nell’organizzazione della materia bianca in prossimità dei noduli di materia grigia provocati dalla malattia.

Il Dr. Chang ritiene che siano soprattutto le alterazioni lungo le fibre cortico-corticali che influenzino la capacità di lettura, piuttosto che i noduli di materia grigia in quanto tali.

Le anomalie nei tratti fibrosi delle regioni corticali provocherebbero difficoltà nell’elaborazione e nell’integrazione di stimoli seriali, mentre gli elementi fonologici e le abilità ortografiche necessarie per l’accuratezza della lettura rimarrebbero relativamente inalterate.

Tale studio suggerisce che i difetti focali della materia bianca possano rappresentare la base cerebrale strutturale del disturbo dislettico (considerata la correlazione di tali danni e dell’intensità della dislessia nei pazienti affetti dal disordine genetico eterotopico).

Prima di trarre conclusioni affrettate vanno, in ogni caso, approfondite le indagini su campioni più estesi, effettuando esami DTI anche nei pazienti con dislessia.

E’ evidente, però, che ricerche comparative di questo tipo possano essere usate come modello per lo studio delle malformazioni evolutive del cervello e nell’indagine dei disturbi delle funzioni cognitive perché indicano dove cercare le eventuali malformazioni anatomiche a parità di sintomi.

Link

http://www.neurology.org/cgi/content/abstract/69/23/2146

  A cura di Giovina Ruberti 

 

Scrivi la tua mail per essere aggiornato gratuitamente sulle attività e sugli ultimi articoli pubblicati!



 
Google