Le scelte che un soggetto compie emergono da un processo di elaborazione soggettiva delle informazioni, dei fatti, delle esperienze vissute e conosciute. Esse vengono influenzate anche da fattori come: la fiducia in se stessi, l'equilibrio emotivo, alcune situazioni di successo/insuccesso.
In altre parole, il processo di scelta è il frutto di una analisi critica di elementi che provengono sia dal "mondo interno" che dal "mondo esterno" di una persona.
La componente affettiva ha un ruolo di primo piano quando si prende una decisione: qualsiasi scelta, infatti, ci pone di fronte a due (o più) eventualità, una delle quali verrà esclusa. Questo ci pone di fronte al problema della perdita, del lutto di ciò che lasciamo, magari con l'insicurezza che accompagna la nuova scelta.
Da tener presente è che alla base di una eventuale scelta c'è la scala dei nostri valori: è tenendo in considerazione i propri valori che si compiono le scelte. Tutto questo può essere più o meno consapevole.
L'indecisione caratterizza le persone che non riescono, per qualche ragione, a mettere in atto le strategie necessarie al momento della scelta. La conseguenza è il vissuto di forme di ansia e di instabilità molto accentuate.
All'origine dell'indecisione ci possono essere molte cause, come una scarsa conoscenza di se stessi, difficoltà associate alla costruzione dell'identità e del concetto di sé, la bassa autostima.
Ma, cosa significa "conoscersi?"
L'uomo, fina dalla nascita e per tutta la vita, è impegnato nella ricerca della sua identità. Erikson (1975) per spiegare il concetto di identità, propone la crisi di identità che avviene in seguito alle trasformazioni che avvengono durante l'intero arco di vita del soggetto. Nei diversi stadi della vita le persone rispondono in maniera diversa alla domanda "chi sono io?", ed è fondamentale, una volta superata la "crisi", saper rispondere in modo consapevole a tale domanda.
L'identità è anche definita come: la definizione che il soggetto compie relativamente al proprio Sé e la percezione che ha di esso, attraverso una negoziazione con se stesso e con gli altri nei diversi stadi della vita.
La formazione dell'identità è quindi un processo di scambio che avviene con e tramite il confronto con il "sociale", come si evince dalle definizioni di A. Di Fabio (1998):
- Identità Personale: consapevolezza della propria unicità e degli elementi di differenziazione rispetto agli altri individui.
- Identità Sociale: è relativa alla consapevolezza del soggetto rispetto alla propria appartenenza ad uno o più gruppi sociali. Quando la persona agisce in nome dell'identità sociale, si identifica con il gruppo di appartenenza.
- Identità Professionale. Insiemi di auto-rappresentazioni sviluppate dall'individuo in relazione alla sua attività lavorativa. Tale identità risente della categorizzazione sociale in termini di gruppi professionali, influendo sull'immagine di sé e sull'autostima.
E' necessario comunque sottolineare che le diverse definizioni di identità non delineano "parti" dell'identità: «l'identità è unica, in ogni situazione, la percezione di sé dipende da quale identità è rilevante, e così le distinzioni sono principalemte temporali» (Migliorini L., 1998).
L'identità quindi è ciò che ci fa sentire simili o diversi dagli altri, che ci fa sentire di esistere come persone aventi un particolare ruolo sociale, ci dà il senso di appartenenza ad un gruppo e ad una cultura e, ci consente di rimanere noi stessi nonostante i cambiamenti delle situazioni.
Prendendo in considerazione la conoscenza di se stessi, e quindi della propria identità, dal punto di vista delle componenti psicologiche implicate, essa si manifesta tramite la consapevolezza dei propri interessi, valori e attitudini che sono legati ai processi di autostima, autoefficacia e del concetto di sé.
Le attitudini possono essere considerate come la capacità di far bene determinate cose.
Gli interessi possono riguardare molti ambiti. Esistono gli interessi generali, che riguardano la personalità e il suo divenire, gli interesse professionali, che sono rivolti specificatamente all'area lavorativa. Ma ci sono quegli interessi che iniziano nei bambini con dei giochi e proseguono con le passioni nell'età adulta, che vengono definiti come: "la preferenza in relazione a determinate attività".
I valori è il grado di importanza che la persona attribuisce a qualcosa. Nonostante i valori siano soggetti a qualche cambiamento, poiché influenzati dai cambiamenti personali, politici, culturali ed economici, essi si strutturano durante l'adolescenza e dipendono da diversi fattori, tra i quali: la storia di vita del soggetto, lo stile educativo dato dai genitori, la formazione morale e religiosa ricevuta, il tipo di appartenenza sociale e culturale della famiglia, i modi di pensare presenti in quella determinata epoca e, la personalità.
In conclusione, si può affermare che è proprio con una maggiore conoscenza che si ha la possibilità di scegliere.
Dr.sa Paola Romitelli
Bibliografia
Di Fabio A. (1998), Psicologia dell'orientamento, Giunti Editore, Firenze.
Erikson E.H. (1975), Aspetti di una nuova identità, Armando Editore, Roma.
Migliorini L. (1998), Identità e appartenza, in Bertani B., Mannetti M., Venini L., (a cura di), Psicologie dei gruppi, Franco Angeli, Milano.