In riferimento all’art. 106 del DPR 309/90 i provveditorati agli studi, di intesa con i consigli d’istituto e con i servizi pubblici per l’assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti, istituiscono centri di informazione e consulenza rivolti agli studenti all’interno delle scuole secondarie superiori.
I centri possono realizzare progetti di attività informativa e di consulenza concordati dagli organi collegiali della scuola, con i servizi pubblici e con gli enti ausiliari presenti sul territorio.
Le informazioni e le consulenze sono erogate nell’assoluto rispetto dell’anonimato di chi si rivolge al servizio.
Gruppi di almeno 20 studenti, anche di classi e di corsi diversi, allo scopo di far fronte alle esigenze di formazione, approfondimento e orientamento sulle tematiche relative all’educazione alla salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze, possono proporre iniziative da realizzare nell’ambito dell’istituto con la collaborazione del personale docente che ha dichiarato la propria disponibilità.
Successivamente il C.M. n.47 del 1992 ribadisce:
…l’obbligatorietà e l’ordinarietà della prevenzione e la collegialità nella progettazione di iniziative; per quanto riguarda i CIC risulta importante disporre di almeno un’aula attrezzata quale punto di riferimento per le attività e soprattutto si tratta di non limitarsi ad una attuazione della legge puramente formale, ma di garantire effettivamente impegno e creatività professionale.
Le ulteriori circolari hanno gradualmente puntualizzato la complessa architettura delle finalità e funzioni dei CIC introducendo alcune novità: l’esigenza di estendere i servizi dei CIC alla scuola dell’obbligo, l’importanza assegnata all’intelligenza emotiva e alle attività per rafforzarla, la formazione del personale scolastico, la realizzazione di programmi formativi a favore delle famiglie, i finanziamenti erogati in base a precise ed efficaci linee programmatiche.
La legislazione istitutiva dei CIC ha comportato accanto ad una serie di iniziative e sperimentazioni di alto profilo programmatico, non pochi equivoci e improvvisazioni.
A volte si è confuso il CIC con un doposcuola e uno spazio ricreativo, con uno sportello informativo sui possibili percorsi universitari, con uno spazio gestito interamente da qualche insegnante solerte preoccupato a convincere gli studenti a non drogarsi (Mariani, Schiralli, 2002).
Gli obiettivi dei CIC sono altri:
- attivazione, nel modo più capillare e visibile possibile, di sportelli di ascolto;
- coordinamento e gestione dell’offerta di consulenza a studenti, genitori e docenti relativamente all’accoglienza e alla decodifica del disagio, alla riduzione della dispersione scolastica e del disadattamento, all’individuazione dei fattori di rischio, alla promozione di processi comunicativi più sani e di dinamiche di gruppo più costruttive;
- sostegno alla capacità progettuale di gruppi di lavoro di studenti su tematiche come: educazione alla sessualità e all’affettività, educazione alla salute e al sistema sanitario, prevenzione delle malattie, rischi connessi all’uso di sostanze stupefacenti, educazione alla gestione delle emozioni.
Tutti questi obiettivi possono essere raggiunti solo se i CIC vengono istituiti, attivati e gestiti correttamente attraverso specifiche procedure e programmazioni.
Affinché un CIC funzioni efficacemente come struttura integrante della realtà della scuola ha bisogno «di un capo di istituto che lo sponsorizzi e ne valorizzi costantemente ‘importanza, senza scivolare in facili, totalizzanti e sbrigative deleghe ai docenti referenti, correndo il rischio di delegittimarlo e facendolo apparire al resto degli insegnanti come un’attività fastidiosa da ascoltare burocraticamente» (Mariani, 2001).
E’ utile anche esplicitare che la consulenza psicologica vera e propria (counseling) deve essere offerta da personale specializzato diverso dagli insegnanti che invece spesso ne hanno la responsabilità come referenti di educazione alla salute.
«E’ fondamentale anche la chiarezza dei ruoli: mentre rimane agli insegnanti la funzione educativa, spetta agli operatori dei servizi socio-sanitari quella informativa, consultiva e di supporto sugli specifici problemi della salute e del disagio (Mariani, 2001)».
Dr.sa in psicologia Severina Tuoto
Bibliografia
dalla tesi (non pubblicata) di Severina Tuoto, (2001) "L'intervento psicologico nella scuola italiana: pubblicizzazione ed informazione dei CIC in internet".
Mariani U, (2001), "Educazione alla salute nella scuola", Edizioni Erickson.
Mariani U. e Schiralli R. (2002), "Costruire il benessere personale in classe", Edizioni Erickson.