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Per conoscere il Ritalin

 

Il Ritalin, composto da metilfenidato, è un narcolettico che per sua natura ha una potente azione stimolatoria del Sistema Nervoso Centrale, con un effetto marcato sulle attività mentali e motorie.

Il Ritalin viene tipicamente usato nel Disturbo da Deficit dell'Attenzione e Iperattività (DDAI) e nella narcolessia.

Si può quindi definire il Ritalin uno "stimolante centrale", o stupefacente, e come tale, ha una durata limitata nel tempo (qualche ora ore) che comporta un'assunzione da 1 a 3 volte al giorno. 

Le controindicazioni riguardano:

- Ipersensibilità alle componenti del farmaco

- Angoscia, tensione psichica, agitazione, glaucoma, ipertiroidismo, aritmia cardiaca, angina pectoris grave.

- Tic motori

- Sindrome di Tourette (anche solo per familiarità).

Si sono riscontrati i seguenti effetti collaterali:

Frequentemente: dolori addominali - nausee e vomito - secchezza delle fauci

tachicardia - palpitazioni - aritmia - variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca

rash cutaneo - eruzioni cutanee, pruriti - orticarie - febbre - artralgie - alopecia

Raramente: difficoltà d'accomodamento e visione sfocata

Molto raramente: iperattività - convulsioni - crampi muscolari - tic

Sidrome di Tourette - psicosi tossica - stato depressivo passeggero - occlusione o arterite cerebrale

disturbi della funzione epatica - aumento di transaminasi - coma epatico

leucopenia - trombopenia - anemia.

Si legge inoltre:

  • L'abuso cronico può determinare una marcata assuefazione e una dipendenza psicologica con diversi gradi di comportamenti anormali. Possono prodursi episodi psicotici.

 

  • E' indispensabile che il paziente sia sorvegliato con attenzione durante il periodo di interruzione del trattamento, in quanto possono manifestarsi in questo particolare momento tanto depressione quanto iperattività cronica.

 

  • Viene raccomandata prudenza nei soggetti che presentano una labilità emozionale come ad esempio i soggetti con precedenti di dipendenza dalle droghe o dall'alcool, poichè è verosimile che questi pazienti aumenteranno la dose di propria iniziativa.

 

  • La sicurezza e l'efficacia a lungo termine non sono ancora completamente conosciuti.

ARTICOLI

Ritalin e mutazioni genetiche

Dei ricercatori della University of Texas - Medical Branch, hanno scoperto che tutti i bambini presi in esame, curati con il metilfenidato hanno avuto un triplicamento delle anomalie nei cromosomi, associato con maggiori rischi di cancro e altri effetti negativi sulla salute.

Gli autori della ricerca affermano di aver intrapreso questa ricerca perchè "ci sono sorprendentemente pochi studi riguardo la potenzialità di seri effetti collaterali", come mutazioni genetiche e cancro. Nel 1996, un rapporto riguardo gli studi sugli animali durato due anni aveva già mostrato che alti livelli di metilfenidato causavano tumori al fegato a topi di ambo i sessi.

Il primo passo della ricerca fatta in Texas è consistito dal prelevare il sangue ai bambini con diagnosi di DDAI (o ADHD) prima che cominciassero la cura con il metilfenidato, in modo da avere un livello base sulla struttura dei cromosomi. Tre mesi dopo l'inizio dell'assunzione della medicina, i ricercatori hanno prelevato ed esaminato il loro sangue per una seconda volta. Tutti i bambini, durante i tre mesi, erano stati trattati con dosi terapeutiche normali di metilfenidato.

Da questo secondo prelievo si è evidenziata un maggior numero di rotture nei cromosomi, e R. A. El-Zein afferma che "una maggiore frequenza di aberrazioni è dimostrata associata ad un mumero del rischio di tumore oltre la norma", sottolinea inoltre "...è stato abbastanza sorprendente che tutti i bambini che assumevano metilfenidato manifestassero un aumento di anormalità genetiche in un così breve periodo di tempo".

(Fonte: www.medicalnewstoday.com)

 

Ritalin: induce alla tossicodipendenza

(ANSA - del 17/03/2005) - ...il Ritalin è un farmaco che nel 2003 è passato dalla fascia delle sostanze classificate come stupefacenti a quella degli psicofarmaci per curare, nei bambini e nei ragazzi, il DDAI...

...Nei Paesi dove il Ritalin è usato da anni, come gli Stati Uniti, è stato provato che induce nei bambini e nei fanciulli che lo usano, una vera e propria tossicodipendenza.

Il Ritalin era stato messo fuori commercio in Italia nel 1989 e fino a marzo del 2003 era compreso nella sottotabella I della tabella 7 della Farmacopea, insieme alla cocaina, Lsd, eroina e oppiacei.

(Fonte: www.disinformazione.it)

A cura della dr.sa Paola Romitelli - psicologa

 
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