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Cosa sono gli Psicofarmaci

 

Gli psicofarmaci sono dei farmaci in grado di influenzare il sistema nervoso.

La classificazione degli psicofarmaci è un problema controverso e molto dibattuto e, negli anni, sono stati adottati due tipi di criteri di classificazione:

  1. classificazione di tipo pragmatico (gli psicofarmaci vengono divisi in base all'effetto terapeutico: inibitori psichici, attivatori psichici e psicotomimetici o simulatori di psicosi).

  2. classificazione di tipo psico-fisiologico (gli psicofarmaci vengono divisi in base all'effetto sulle attività biochimiche e neurofisiologiche del sistema nervoso: neurolettici, ansiolitici, psicotogeni e antidepressivi).

  3. classificazione di tipo clinico (prevede una distinzione in: psicolettici, psicoanalettici e psicodislettici).

Negli ultimi anni si sono verificati diversi dei cambiamenti sostanziali, che riportiamo di seguito:

  • I farmaci non vengono più usati come tranquillanti;

  • Si tende a non distinguerli più in base alle patologie e agli affetti clinici;

  • si è appurato che non hanno un'azione esclusivamente sintomatica, ma sono anche in grado di creare modificazioni biologiche a breve e lungo termine;

Tuttavia, nella pratica clinica si usano i termini: 

- neurolettici o antipsicotici, tutti i farmaci il cui effetto principale è antipsicotico.

- antidepressivi, tutti i farmaci il cui effetto principale è quello di combattere la depressione, ma che vengono utilizzati anche per altri disturbi, come l'ansia.

- benzodiapenzine, sono i farmaci di maggior impiego in tutto il mondo e sono efficaci nel diminuire i sintomi dell'ansia e dell'insonnia.

Nell'eventuale uso di psicofarmaci va sempre e comunque tenuto presente che:

 

  1. Gli psicofarmaci sono dei farmaci e in quanto tali contrastano i sintomi ma non curano le cause!

    E' quindi di fondamentale importanza capire quando il farmaco può aiutare una persona a superare un periodo difficile solo con il suo utilizzo, quando è utile associare all'assunzione del farmaco una terapia psicologica e, quando il farmaco è inutile o addirittura non aiuta a elaborare le cause del problema e quindi a superarlo.

  2. Lo psicofarmaco va assunto solo dopo aver consultato un medico esperto (psichiatra, neuropsichiatra ecc. ecc). Lo psicologo invece non può prescrivere farmaci.
  3. Spesso, vengono prescritti più farmaci combinati fra loro per contrastare gli effetti collaterali. Si raccomanda di seguire le indicazioni del medico, di non affidarsi a decisioni proprie, magari dopo aver letto il foglietto illustrativo, e cambiare il dosaggio delle medicine. Ciò causerebbe il disequilibrio di tutta la terapia farmacologica.

  4. Se si prende la decisione di voler sospendere lo psicofarmaco, fatelo sempre accompagnati dai consigli di un medico esperto.

     

A cura della dr.sa Paola Romitelli - psicologa 

 

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