Gli psicofarmaci sono dei farmaci in grado di influenzare il sistema nervoso.
La classificazione degli psicofarmaci è un problema controverso e molto dibattuto e, negli anni, sono stati adottati due tipi di criteri di classificazione:
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classificazione di tipo pragmatico (gli psicofarmaci vengono divisi in base all'effetto terapeutico: inibitori psichici, attivatori psichici e psicotomimetici o simulatori di psicosi).
classificazione di tipo psico-fisiologico (gli psicofarmaci vengono divisi in base all'effetto sulle attività biochimiche e neurofisiologiche del sistema nervoso: neurolettici, ansiolitici, psicotogeni e antidepressivi).
classificazione di tipo clinico (prevede una distinzione in: psicolettici, psicoanalettici e psicodislettici).
Negli ultimi anni si sono verificati diversi dei cambiamenti sostanziali, che riportiamo di seguito:
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I farmaci non vengono più usati come tranquillanti;
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Si tende a non distinguerli più in base alle patologie e agli affetti clinici;
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si è appurato che non hanno un'azione esclusivamente sintomatica, ma sono anche in grado di creare modificazioni biologiche a breve e lungo termine;
Tuttavia, nella pratica clinica si usano i termini:
- neurolettici o antipsicotici, tutti i farmaci il cui effetto principale è antipsicotico.
- antidepressivi, tutti i farmaci il cui effetto principale è quello di combattere la depressione, ma che vengono utilizzati anche per altri disturbi, come l'ansia.
- benzodiapenzine, sono i farmaci di maggior impiego in tutto il mondo e sono efficaci nel diminuire i sintomi dell'ansia e dell'insonnia.
Nell'eventuale uso di psicofarmaci va sempre e comunque tenuto presente che:
- Gli psicofarmaci sono dei farmaci e in
quanto tali contrastano i sintomi ma non curano le cause!
E' quindi di fondamentale importanza capire quando il farmaco può aiutare una persona a superare un periodo difficile solo con il suo utilizzo, quando è utile associare all'assunzione del farmaco una terapia psicologica e, quando il farmaco è inutile o addirittura non aiuta a elaborare le cause del problema e quindi a superarlo.
- Lo psicofarmaco va assunto solo dopo aver consultato un medico esperto (psichiatra, neuropsichiatra ecc. ecc). Lo psicologo invece non può prescrivere farmaci.
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Spesso, vengono prescritti più farmaci combinati fra loro per contrastare gli effetti collaterali. Si raccomanda di seguire le indicazioni del medico, di non affidarsi a decisioni proprie, magari dopo aver letto il foglietto illustrativo, e cambiare il dosaggio delle medicine. Ciò causerebbe il disequilibrio di tutta la terapia farmacologica.
- Se si prende la decisione di voler
sospendere lo psicofarmaco, fatelo sempre accompagnati dai consigli
di un medico esperto.
A cura della dr.sa Paola Romitelli - psicologa